Archivio per dicembre, 2012

Un elogio alla carpa koi.

Pubblicato: 31 dicembre 2012 in Acquaponica
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Fra tutte le specie di pesci d’acqua dolce che possono essere utilizzati per popolare un ecosistema di acquaponica, la carpa koi é senz’altro un’ottima scelta. Resistente e vorace due caratteristiche indispensabili per poter avviare con successo il proprio orto.

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Due immagini che valgono più di tante parole.

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L’impianto non si é ancora completamente avviato, il filtro biologico non é ancora operativo al 100%.
La patata si sta esprimendo al meglio, viene su a razzo!
In 24 ore da così:

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a così:

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Nel precedente articolo vi ho descritto in maniera generica il funzionamento dell’ecosistema acquaponica che ho costruito.
Ieri finalmente dopo quasi un mese d’attesa, ho visto il segno che il primo ceppo dei batteri nitrogeni, la nitrosomas, ha colonizzato i letti di crescita delle piante.
Complice anche l’aumento di temperatura di questi ultimi giorni, la nitrosomas sta convertendo l’ammoniaca proveniente dagli escrementi dei pesci e dalla decomposizione della materia organica, in nitriti.
Grazie al ph alcalino dell’acqua (8,2), l’ammonio si trasforma in ammoniaca ed il suo valore attualmente é di 8 ppm.
Fortunatamente per avviare l’impianto sto usando pesci particolarmente resistenti, le carpe koi ed i pesci rossi.
Questi pesci possono vivere in ambienti chimicamente estremi, sono particolarmente voraci e resistenti.
Attualmente nell’ecosistema vivono una coppia di carpe koi
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ed una 40ina di pesci rossi,
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con a disposizione 4000 litri d’acqua, hanno tanto spazio per nuotare.

I batteri “abitano” l’argilla espansa.
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Le minuscole cavità, i pori, rappresentano l’ambiente ideale per i batteri che stabiliscono al loro interno miliardi di colonie.
Il risultato é che le piante stanno bene e crescono rapidamente, le patate crescono a vista d’occhio, da così:
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a così:
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in meno di una settimana, sbalorditivo.
Con l’aumento della concentrazione dei nitriti un altro ceppo batterico colonizzerá l’argilla: al nitrospira.
Questa seconda specie di batteri nitrogeni é specializzata nell’assimilare i nitriti, metabolizzarli, e trasformarli nitrati, un composto indispensabile per la crescita delle piante.


Dopo 25 giorni e nonostante il freddo e le bufere di vento, piante e pesci prosperano.
Le insalate hanno retto bene alle forti raffiche di vento gelido, la romana, l’iceberg ed il coso amaro che adesso il nome non mi viene, stanno crescendo bene.
Qui e la ciuffetti di rucola e prezzemolo, anche i semi sono germogliati sulla nuda argilla espansa 😀
Le fragole crescono più lentamente rispetto agl’altri.
Il finocchio si è ingiallito un poco ma anche questo viene su rapido.
Le cipolle stanno dritte e gli agli mi stanno dando grandi soddisfazioni.
Si intravedono le patate che stanno spuntando adesso tra gli agli.
La vasca di riserva è straordinariamente pulita non si osservano formazioni di alghe e sporcizia di alcun tipo, a parte la polvere che si deposita sul fondo spinta nella vasca dal vento.
I pesci mangiano, nuotano e cagano come dei brontosauri, producendo abbondante concime per le piante, che ricambieranno il pasto purificando l’acqua dalla velenosa ammoniaca.
Il vortice lassù in cima separa lo sporco dal pulito e struttura l’acqua… meraviglia.


Acquaponica é un termine nato dalla fusione di due parole: acquacoltura ed idroponica.
Nell’acquacoltura si allevano  i pesci, mentre nell’idroponica le piante si coltivano senza usare la terra, su un supporto sterile quale potrebbe essere l’argilla espansa. Il nutrimento per le piante viene somministrato artificialmente, iniettando nell’acqua i nutrienti.
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Unendo i due sistemi i pesci ottengono la purificazione dell’acqua grazie alle piante, ai batteri nitrogeni ed ai lombrichi, che vivono in simbiosi nei letti di crescita.
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Le piante utilizzano un nutrimento naturale derivato dalle deiezioni di pesci e lombrichi.
I lombrichi hanno una funzione di pulitori dei letti di crescita, ma anche di concimatori e tutori della salute delle piante. Infatti la cacca dei lombrichi, oltre ad essere il miglior concime naturale, é un ottimo deterrente contro i parassiti, i funghi e le malattie che ammorbano le piante.
Nei letti di crescita il trio composto batteri nitrogeni, lombrichi e piante purifica l’acqua sporcato dai pesci.
I batteri nitrogeni, i nitrosomas ed i nitrospira, convertono l’ammoniaca contenuta nella cacca dei pesci in nitrati, un nutrimento eccellente per le piante.
I lombrichi sono le nano macchine che hanno il compito di mantenere puliti i letti di crescita, cibandosi di tutto ciò che tenderebbe a decomporsi.
I lombrichi svolgono una funzione anche di concimatori. Infatti i loro escrementi sono il miglior fertilizzante naturale ed anche un ottimo rimedio contro parassiti, malattie e funghi, che potrebbero pregiudicare il raccolto.
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Le piante si trovano alla fine si questa catena di purificazione, assorbono i nitrati ed impediscono la proliferazione di alghe.
I letti di crescita sono i micro ecosistema alimentato dal concime naturale prodotto dai pesci e dal sole.
Un letto di crescita é composto da una vasca profonda almeno 30 centimetri, all’interno della quale si pone dell’argilla espansa, o qualsiasi altro materiale sterile e poroso.
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L’argilla espansa grazie alla sua ricchezza di pori é la casa ideale per le colonie batteriche, in più é leggera e molto economica.
Per un letto di crescita da 500 litri come quelli che abbiamo costruiti, servono 10 sacchi per una spesa totale di 50 euro circa.
L’argilla espansa é un materiale sterile incapace di fornire qualsiasi nutrimento alle piante. Per questo motivo la sua funzione oltre ad ospitare la colonia batterica dei nitrogeni, ha il compito di sostenere le piante.
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Ogni letto di crescita è munito di un sifone a campana, un congegno tanto semplice quanto efficace. La sua funzione é quella di svuotare periodicamente, ogni 15 minuti circa, tutta l’acqua contenuta dentro il letto di crescita, nel più breve tempo possibile (90 secondi).
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Il suo funzionamento é davvero semplice, quando il tubo del troppo pieno si riempie d’acqua il risucchio aspira l’aria della campana che lo copre e così si innesca l’effetto sifone, la pressione atmosferica spinge fuori dalla vasca tutta l’acqua finché il livello dell’acqua divenuto molto basso non permettere all’aria di entrare nella campana ed arrestare il processo.
Questo svuotamento permette alle radici di ossigenarsi ed ai lombrichi di respirare.
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L’acqua scaricata dai sifoni finisce nella vasca di riserva, qui una pompa, il cuore di tutto il sistema, l’aspira e la manda in un filtro a centrifugazione, dove un vortice separa quella pulita da quella sporca. Infatti nella vasca di riserva oltre ai sifoni scaricano anche le vasche dei pesci.
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Questo sistema permette di avere una sola pompa invece che due.
All’interno del filtro a centrifugazione, grazie all’azione strutturante del vortice, l’acqua acquisisce energia e vitalità.
L’acqua sporca va ai letti di crescita per essere depurata, invece quella pulita va alle vasche con i pesci.
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Sia nei letti di crescita che nelle vasche dei pesci l’acqua e spruzzata in modo che si possa arricchire di ossigeno.
Il ciclo si ripete di continuo senza mai fermarsi.