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Il giardino d’inverno.

Pubblicato: 29 dicembre 2014 in Acquaponica
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Oggi sono passato all’orto bello e sono rimasto impressionato dai progressi esponenziali delle piante.
Il rosmarino si sta trasformando in un cespuglio.

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Il nasturzio oramai è fuori controllo una vera e propria esplosione, i vasi gli stanno stretti ed è alla ricerca di nuovi luoghi dove vegetare.

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Sono sorpreso dei risultati lo ammetto.

Dal produttore al consumatore

Pubblicato: 19 dicembre 2014 in Acquaponica

Quando coltivi a centimetro zero come faccio io da oramai un biennio, ti accorgi che ti hanno preso per il kaiser da tutta una vita.

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Complice la bella stagione, continuo a tirar fuori dall’orto acquaponico ancora dei pomodori.
Non uso il trattore, non aiuto le piante con la chimica, ne a crescere più in fretta ne a difendersi dai parassiti.
Ci pensano pesci, lombrichi, batteri, enzimi e chissà cos’altro a darmi raccolti abbondanti.

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Non credo che si possa essere più fortunati di così.
Cibo senza spaccarsi la schiena o sacrificare il proprio tempo libero, la natura non ha bisogno di te, sei tu che ne hai bisogno.

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Sono anni, due per esattezza, che sto mettendo insieme le tessere di questo mosaico.

Ogni volta credevo fosse completo e sistematicamente mi rendevo conto che se ero fortunato era la penultima.

Oggi condivido con tutti voi i progressi di questa ricerca.

Innanzitutto voglio ringraziare chi questa ricerca l’ha finanziata.

Poi chi questa ricerca l’ha pubblicizzata e condivisa.

Ed in fine chi ha da poco più di un mese ha iniziato ad accompagnarmi. Grazie Rossana.

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In questi mesi ho messo a regime l’impianto, grazie al sostegno di alcuni di  voi ho acquistato parte del necessario per avvicinarmi al completamento del primo ecosistema artificiale Italiano.

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Riciclo e riuso sono diventati i miei migliori amici, mi hanno fatto risparmiare tanto denaro, perché sono tutti bravi a far le cose con il budget della NASA…

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Basta crederci ed aver tanta passione e voglia di riuscire. Così prima o poi i frutti arrivano.

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Se guardo indietro vedo un pezzo di terra arido, infestato dalle erbacce, che si trasforma in un posto pieno di vita, florido e colma di frutti.

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Dove le piramidi sono sono fatte di patate.

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E riesco ad auto produrre buona parte del cibo per i 200 pesci che abitano l’ecosistema.

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Ho iniziato a mangiarci, certo solo qualche insalate, piselli, fave, asparagi, sedano e aromi al momento, ma è solo l’inizio.

I pomodori hanno i fiori, i cavoli si incappucciano e patate, carote, aglio, cipolle e tante altre piante si stanno sviluppando.

Tra qualche mese ne vedremo delle buone.

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Dopo due settimane ed un figlio appena nato, ho trovato il tempo di fare una ricognizione nell’orto.

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Piccole creature, alcune delle quali stanno già saggiando la bonta di insalate, bietole e cavoli, stanno popolando l’ecosistema.

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L’haba nero ha iniziato a produrre i sui piccoli killer piccanti.

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Le melanxane ed i pomodori iniziano a prendere forma sulle piante.

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Anche se ancora immaturo l’ecosistema rivela il suo potenziale, anche in condizioni avverse di vento e sole cocente.

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Forse merito del bioreattore messo a punto nei giorni scorsi per arricchire l’acqua dei letti di crescita e dei pesci di ossigeno e sostanze nutritive.

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Adesso servono un po’ di pesci ed una discreta scorta di pazienza, lasciando alla natura il suo tempo.


L’indipendenza alimentare è una rivoluzione con pochi precedenti nella storia. Pensate se la maggior parte delle famiglie si autoproducessero il cibo.
Cibo sano iper biologico a centimetro zero, non serve il frigo per conservarlo, scendi in giardino, oppure esci in balcone o sul terrazo, sulla veranda, in somma ovunque si abbia dello spazio assolato disponibile.

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Io sto creando questo spazio in giardino, ho messo a dimora le prime piante, l’ecosistema è ancora immaturo, la microfauna deve iniziare a popolarlo, le condizioni ci sono adesso ci vuole solo tempo.
Tra qualche settimana dovrei avere il primo raccolto,  pomodori, insalata, melanzane fagioli, ecc.ecc.
Adesso che il primo letto di crescita è pronto devo metter mano agli altri due.

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Nel frattempo devo anche aumentare la popolazione dei pesci nella vasca principale, due carpe koi e 3 pesci rossi sono troppo pochi.

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Buona rivoluzione alimentare a tutti.

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Dopo un mese di lavoro, ho terminato la realizzazione del primo letto di crescita. Per arrivare fino a qui ho dovuto scavare circa 50 metri cubi di terreno argilloso, una gran fatica, ma almeno ho risparmiato sulla palestra e sono pronto per la prova costume.

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Il letto di crescita dove la prossima settimana metterò a dimora le piante, è lungo 16 metri, largo 60 centimetri e con una profondità variabile dai 30 centimetri della cima,  ai 45 del fondo. In questo modo l’acqua può scorrere verso lo scarico senza problemi.

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Per isolare lo scavo ho utilizzato del telo in pvc doppio e per evitare che si fori a contatto con sassi ho interposto tra il telo ed il terreno una moquette.

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All’interno del letto di crescita ho usato il lapillo vulcanico come matrriale di riempimento.  Ho vagliato e lavato più di 100 saccgi finora, ma mancano almeno altri 3 metri per arrivare a completare il riempimento.

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La prossima settimana dovrei ricevere il resto. Credo che con un’ altra ventina di sacchi completo.

In questi ultimi 3 giorni mi sono dedicato al sistema di scarico di questo enorme letto di crescita, ben 4000 litri.
Mi ha dato del filo da torcere perché le portate d’acqua da gestire sono davvero considerevoli.
Ho impiegato un tubo in pvc da 110 millimetri e dopo innumerevoli tentativi con diverse configurazioni, adesso sembra funzionare correttamente.

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All’altro capo di questo grosso tubo grigio c’è un sifone a campana enorme, realizzato con un tubo da 200 millimetri.
Guardatelo in azione…

Grazie ad un gioco di pendenze e bolle d’aria sono riuscito a calibrare i tempi di carico e scarico del letto di crescita, il cui ciclo dura 25 minuti circa.
Questo scarico così repentino darà tanto ossigeno ai pesci, oltre che garantire una buona ossigenazione delle radici nelle piante che metterò a dimora nel letto di crescita già dalla prossima settimana.

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Altri due scavi attendono di essere riempiti, chi volesse partecipare sarà il benvenuto, palestra gratuita, solarium, cibo sano e qualcosa di utile da imparare,  di questi tempi è molto importante sapere come autoprodursi il cibo, non si sa mai che falliamo con 2050 miliardi di euro di debito pubblico.Contattami pure costruttori.rinnovabili@gmail.com


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Qualche giorno fa ho iniziato a scavare, oramai é diventata una salutare consuetudine, per ricavare tre letti di crescita per le piante. Ogni letto di crescita misura 16 metri in lunghezza e dovrebbe rendere minimo 300 kg di cibo iper-biologico ogni anno. Un quantitativo di cibo più che sufficiente a sfamare la mia famiglia. Nel computo non ho incluso anche il pesce la cui produzione dovrebbe attestarsi attorno ai 100 kg ogni anno. Di questi tempi credo sia molto saggio attivarsi per non dipendere al 100% dalla grande distribuzione alimentare.

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Oggi ho impermeabilizzato il primo scavo. Ho usato della moquette e un telo in pvc doppio. La prima proteggerà il secondo dai sassi ed altri oggetti appuntiti. Il secondo renderà impermeabile lo scavo. Lo scavo ha una pendenza di circa il 10% in questo modo l’acqua scorrerà verso la vasca dei pesci, durante la fase di scarico del letto di crescita. Una volta colmo di ghiaia mista a lapillo vulcanico, avrà un volume di oltre 4000 litri e di questi più di mille saranno d’acqua durante la fase di massimo riempimento, subito prima che si inneschi il sifone di scarico, o d’aria quando il letto di crescita sarà stato completamente svuotato. Nei prossimi giorni continuerò a scavare ed impermeabilizzare. Dovrei completare l’impianto per la fine di questo mese. Purtroppo sono quasi sempre da solo a lavorare e si va leggiu leggiu (a rilento). Vi aggiornerò appena possibile nei prossimi giorni. Grazie come sempre per la cortese attenzione e per la vostra generosità.

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